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martedì 5 aprile 2016

60° anniversario della morte del Venerabile

Oggi, 05 Aprile ricorre il 60esimo anniversario di morte del "Direttore" il Venerabile Mons. Angelo Raffaele Dimiccoli.
Vogliamo intensificare le nostre preghiere affinché presto sia innalzato agli onori degli altari.
Ci ritroveremo presso la Parrocchia San Filippo in Barletta
alle 19.00 per una Solenne Celebrazione Eucaristica e per le 20.00 vivremo un piccolo momento di preghiera di Adorazione Eucaristica guidati con i suoi scritti.
" Grazie a Voi, carissimi cooperatori e benemerite cooperatrici, grazie ancora grazie di quanto avete fatto e del molto che farete ancora per l'Oratorio e per le anime ad esso affidate. Il vostro primo Direttore è morto, ma ne sarà eletto un altro che saprà prendere il suo posto al timone della nostra Opera, ed avrà cura di voi, della vostra eterna salvezza e delle innocenti anime che continueranno a popolare il nostro bel nido. Voi ascoltatelo, amatelo, ubbiditegli, pregate per lui come avete fatto per me.
Siate sempre il valido sostegno dell'Oratorio con le vostre preghiere, col vostro instancabile aiuto e sacrificio e soprattutto vivendo e portando negli incarichi che il buon Dio vi assegnerà lo spirito di 5. Filippo, ossia l'amore alla innocenza e alla gioventù, con vibrazione particolare a quella più bisognosa di assistenza, lo zelo per la vita cristiana, l'aiuto zelante ai sacerdoti ed al catechismo, la generosità verso i poveri e la fedeltà infrangibile al S. Padre, il Papa, alla S. Chiesa Cattolica ed all'Italia, nazione privilegiata da Dio. Ci riuscirete a perseverare in questo apostolato se ogni giorno rinnoverete la vostra volontà ad essere fedeli alla vostra vocazione oratoriana: sempre più fedeli, ancora più fedeli....
" (dal testamento spirituale del Venerabile)

venerdì 12 ottobre 2012

Oggi,  Venerdì 12 Ottobre 2012 alle ore 19.00  presso la Parrocchia San Filippo in Barletta, Celebrazione Eucaristica nel 125°esimo anniversario di nascita del Direttore, il Venerabile Mons. Angelo Raffaele Dimiccoli.
Tutti siamo invitati a partecipare e pregare affinché presto sia innalzato agli onori degli altari.

Dopo la Santa Messa, ADORAZIONE EUCARISTICA (ore 20.00) animata dai singoli gruppi parrocchiali per "far rifornimento" all'inizio dell'anno pastorale!
 

domenica 7 ottobre 2012

Sr. Maria Chiara Damato, Mons. Raffaele Dimiccoli, Mons. Pasquale Uva sono venerabili Annuncio ufficiale della Chiesa Il programma delle celebrazioni

Venerabili fratelli sacerdoti e diaconi, membri della vita consacrata e fedeli laici, è a tutti nota la gioiosa notizia pervenutaci dalla Sede Apostolica il 10 maggio scorso, quando il Santo Padre Benedetto XVI ha autorizzato la Congregazione delle Cause dei Santi a promulgare il decreto di venerabilità del Servo di Dio don Pasquale Uva di Bisceglie. Questo riconoscimento ufficiale della Chiesa Universale si aggiunge ai due precedenti che hanno dato lustro alla nostra Chiesa Particolare: la venerabilità della Serva di Dio suor Maria Chiara Damato, avvenuta il 2 aprile 2011, e la venerabilità del Servo di Dio mons. Angelo Raffaele Dimiccoli, ottenuta il 27 giugno 2011, entrambi di Barletta.

Nella Nota della Congregazione per la Dottrina della Fede del 6 gennaio 2012, tra le "Indicazioni per l'Anno della Fede" viene espressamente detto: "I Santi e i Beati sono gli autentici testimoni della fede. Sarà pertanto opportuno che le Conferenze Episcopali si impegnino per diffondere la conoscenza dei Santi del proprio territorio, utilizzando anche i moderni mezzi di comunicazione sociale". Per questo motivo a fine maggio scorso ho rivolto richiesta al Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, il cardinale Angelo Amato, di essere presente in mezzo a noi, per rendere fervidamente grazie a Dio Padre "fonte di ogni santità" per il dono della fioritura di tanta santità in questo lembo della terra benedetta di Puglia. Sua Eminenza il Cardinale Amato ha accolto benevolmente il mio invito dando la sua disponibilità.

Programma delle celebrazioni
Mercoledì 31 ottobre 2012, nella nostra Chiesa Cattedrale di Trani alle ore 19,00: solenne Concelebrazione Eucaristica, presieduta da Sua Eminenza Rev.ma il card. Angelo Amato, nei primi vespri della Solennità di tutti i Santi, Giornata della santificazione universale.
Nella mattinata dello stesso giorno, presso la chiesa di San Giuseppe della "Casa della Divina Provvidenza" di Bisceglie, dalle ore 9,30 alle 12,30, si terrà il Ritiro spirituale del Clero.

Per tale circostanza ho ritenuto opportuno pubblicare la nota pastorale "Credo la Chiesa santa". Mons. Raffaele Dimiccoli, padre dei bisognosi ed educatore delle famiglie e dei figli, don Pasquale Uva, servo degli infermi più reietti, suor Maria Chiara Damato, claustrale tutta dedita ad implorare vocazioni, intercedano affinchè anche noi non perdiamo mai di vista l'anelito della santità. Intanto sentiamoci tutti impegnati nella preghiera perchè un segno dall'alto ci dia la gioia di vedere i nostri tre Venerabili quanto prima riconosciuti Beati.

Vi benedico di cuore

Giovan Battista Pichierri
Arcivescovo

tratto da:  www.barlettalife.it/

lunedì 30 luglio 2012

Domani, Lunedì 30 Luglio 2012, ricorre il 101esimo (30 Luglio 1911) Anniversario di ordinazione sacerdotale del Venerabile Angelo Raffaele Dimiccoli.
Durante la Celebrazione Eucaristica delle ore 19.00  presso la Parrocchia  San Filippo Neri in  Barletta, si pregherà affinché sia innalzato agli onori degli altari. 
Tutti siamo invitati a partecipare.

mercoledì 18 gennaio 2012

Ieri mattina, Mons. Sabino Amedeo Lattanzio, Postulatore dell’Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie, si è recato a Roma, presso la Congregazione delle Cause dei Santi, per ritirare il Decreto di Venerabilità del presbitero barlettano Mons. Angelo Raffaele Dimiccoli, promulgato dietro mandato del Santo Padre Benedetto XVI il 27giugno 2011 e ultimamente firmato da Sua Eminenza Rev.ma Angelo Amato,Cardinale Prefetto del succitato dicestero vaticano.

Il Decreto sarà consegnato all’Arcivescovo diocesano Mons. Giovan Battista Pichierri, inattesa di stabilire la data in cui, durante una solenne celebrazione, verrà letto il testo rendendolo pubblico.

Il gioioso evento riguardante la figura di Mons. Dimiccoli, dichiara Mons. Sabino AmedoLattanzio, "assume maggiore rilievo in quanto cade nel corso dellecelebrazioni dell’anno centenario della sua ordinazione sacerdotale (30luglio 1911) e alla vigilia della ricorrenza dei 125 anni della suanascita(12 ottobre 1887). Si esorta la comunità diocesana e i fedeli tutti a invocare l’intercessione del nostro venerabile, Padre generoso dei poveri e deisofferenti,affinché un miracolo ottenuto per sua intercessione ci dia la gioia divederlo elevato quanto pria agli onori degli altari”.
tratto da: www.barlettalive.it/news/tutte-le-news.aspx

mercoledì 17 agosto 2011

A cento anni di sacerdozio il prete degli ultimi è stato proclamato “venerabile”

Il 27 giugno 2011, il Sommo Pontefice Benedetto XVI ricevendo in Udienza Privata il cardinale Angelo Amato, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, ha autorizzato la promulgazione del Decreto riguardante le virtù eroiche del sacerdote barlettano, il servo di Dio Angelo Raffaele Dimiccoli, che in tal modo riceve il titolo di Venerabile. Questo è un altro segmento importante che si aggiunge alla nostra storia diocesana di fede.
Chi era Raffaele Dimiccoli, quali le sue origini?
Nelle intenzioni del padre doveva essere un contadino ed egli andò sì a lavorare la “terra”, ma nella “vigna del Signore”. Di agiata famiglia rurale di Barletta, nato il 12 ottobre 1887, il piccolo Raffaele fu battezzato nella parrocchia di San Giacomo Maggiore il 22 ottobre. Entrò in Seminario nel 1898. Fu consacrato sacerdote esattamente cento anni fa, il 30 luglio 1911, nella chiesa monastica delle Clarisse di San Giovanni in Trani. Celebrò la Prima Messa Solenne il 6 agosto, nella chiesa di Sant’Agostino in Barletta, divenuta sua parrocchia territoriale dal settembre 1907 quando fu eretta a Vicaria Curata.
Per prendere maggiore dimestichezza nella celebrazione - essendo le rubriche liturgiche del tempo più complesse - nei giorni intercorsi tra l’ordinazione sacerdotale e la Prima Messa Solenne, don Dimiccoli celebrò la santa Messa in San Giovanni di Dio. Credendo fermamente nella spiritualità di comunione, il novello sacerdote si iscrisse all'Associazione dell'Unione Apostolica del Clero, voluta in Diocesi da mons. Giuseppe Balestrucci, suo padre spirituale e Prevosto della millenaria chiesa di San Giacomo Maggiore.
Nel corso dei circa quarantacinque anni di ministero sacerdotale, al Venerabile mons. Dimiccoli gli sono stati attribuiti“miracoli”, documentati, peraltro, dalle testimonianze processuali. Ma il miracolo più importante è stato la sua vita che, sull’esempio del Maestro Divino, fu tutta consumata a favore del prossimo: la carità senza limiti per i più bisognosi, l’attenzione ai malati, l’accoglienza diuturna ai penitenti che sempre più numerosi accorrevano a lui, il servizio infaticabile rivolto a tutte le fasce di età, con un’attenzione particolare all'educazione dei bambini e dei giovani.
Nelle circostanze liete e tristi, soprattutto in quelle segnate dalle guerre, epidemie, egli fu vicino alla gente in modo eroico, fino a mettere a repentaglio la sua stessa esistenza.
Fu il primo incarico da viceparroco nella parrocchia di San Giacomo Maggiore in Barletta a segnare il suo futuro. Si dedicò, infatti, all’oratorio parrocchiale, mettendo in atto tutte le energie di mente e di cuore, in un’azione pastorale a largo raggio e ricca di iniziative. E quando gli spazi della parrocchia risultarono insufficienti, dietro ispirazione divina, acquistò un vecchio mulino situato in uno dei quartieri più abbandonati della città, adattandolo con molti volontari a chiesa e a “Nuovo Oratorio San Filippo Neri”. Qui all’inizio trovò molte resistenze e umiliazioni da parte di facinorosi, ma niente e nessuno, però, riuscì a distoglierlo da quella fiamma che gli ardeva dentro.
Oltre a evangelizzare, commosso da tanta miseria diffusa, don Raffaele, per venire incontro alle necessità di tutti - anche di coloro che erano fuori zona - si spogliò dei beni personali. L'ultimo grande gesto di generosità
che coronò la sua esistenza terrena fu la donazione della casa natale all'Ospedale Civile di Barletta.
Tutti trovarono posto nel suo cuore! Gli oggetti più commoventi esposti nel reliquiario, presso la cappella della casa natale del Venerabile, sono le sue scarpe rattoppate e risuolate più volte, consunte dal continuo via vai nelle strade della miseria, scolorite dalla pioggia e dalla calura, degne della povertà di san Francesco di Assisi, di cui si era fatto umile seguace nel Terz’Ordine della Penitenza.
Il movente di tanta generosità e fecondità di questo umile, vigilante e zelante sacerdote va individuato nella santa Messa,
da lui celebrata non come “una pia abitudine mattutina, ma come un atto di fede e di adorazione profonda” e nelle lunghe ore trascorse ai piedi del Tabernacolo. Egli era fermamente convinto che l'istanza propria di chi ama è che la vita nella sua interezza sia orientata all'imitazione dell'Amato e che questo fuoco d'amore si divampi all'esterno contagiando chi ci circonda. Per questo ogni giorno dedicava un tempo incalcolabile al ministero delle confessioni e della direzione spirituale, divenendo calamita che attirò all'amore di Cristo un infinito numero di fedeli, da lui chiamati “figli miei”, a oro volta divenuti fermento evangelico in mezzo alla società.
Dalla numerosa schiera dei figli spirituali di questa zona, all’epoca malfamata, germogliarono trentadue vocazioni religiose e sacerdotali, tra cui emerge il sacerdote don Ruggero M. Caputo (1907 - 1980), di cui è in corso il Processo di Beatificazione e Canonizzazione; una quarantina di religiose e molte famiglie cristiane. Per questo, a ben ragione, don Raffaele è stato definito “un chiamato per chiamare”, proprio come Gesù chiamato e mandato dal Padre che a sua volta, poi, chiama, forma, e manda altri a fare discepole tutte le creature: è sintomatico che all’Oratorio si pregava sempre per le vocazioni.
Il costante anelito del “Da mihi animas!” lo troviamo fissato un giorno nei suoi appunti: “Gesù, amor mio, voglio che tutte, tutte le anime a me affidate si salvino, non solo, ma che vengano al cielo per glorificarti in una forma grande e superiore... Amore mio, voglio che l'Oratorio sia il Seminario di moltissime vocazioni sacerdotali e religiose”.
Mons. Dimiccoli morì nel 1956, accettando con fede l’ultimo periodo di sofferenza, ripetendo con sant’Ignazio di Loyola, suo maestro di vita spirituale fin da quand’era in Seminario al “Collegio Argento” di Lecce: “Che io possa conoscerti intimamente, o Cristo! E, tuo compagno nella Passione, possa risorgere con te”.
Il Processo in vista della sua Beatificazione iniziò nel 1996, fortemente voluto dai fedeli del posto, che da sempre hanno riconosciuto in lui un autentico testimone del Vangelo. Perfino san Pio da Pietrelcina, il frate cappuccino del vicino convento di San Giovanni Rotondo, aveva una stima tale del Venerabile Raffaele Dimiccoli già in vita che quando incontrava i fedeli barlettani diceva: “Perché venite da me, se a Barletta avete un santo?”.
Spesso si parla di “crisi di identità” ; non fu il caso di mons. Dimiccoli che si sentì pienamente e gioiosamente realizzato nella sua vocazione. L’unica crisi che conobbe fu quella di sentirsi ìmpari dinanzi a tanto amore gratuito riversato dal Signore su di lui. Per questo più volte i fedeli lo hanno sentito ripetere, confuso, ai piedi del Tabernacolo: “Gesù, troppo mi hai amato!”. Depone di lui al Processo Canonico suor M. Edvige Decorato, abbadessa del Monastero Cistercense di Viterbo e sua figlia spirituale: “Egli era felicissimo del suo sacerdozio e apprezzava grandemente la sua vocazione.
Spesso ci faceva ripetere questa giaculatoria (da lui composta): «Grazie, Gesù, che ci avete dato con l’Eucaristia il Sacerdozio Cattolico». Quando lo incontravamo per strada diceva che, a questa giaculatoria, dovevamo aggiungere: «E che avete fatto sacerdote il mio Direttore»”.Ancora la teste afferma di lui: “La sua persona sacerdotale trasmetteva continuamente fervore, bontà e santità eccezionali”.
La santità è per sua natura contagiosa e un santo è chiamato ad essere modello per altri cristiani, affinché tutti si avvicinino alla Santità per eccellenza, che risplende sul volto di Cristo. E il Venerabile Raffaele Dimiccoli è uno di questi. Perciò egli, lungi da ogni ombra di presunzione, compreso della responsabilità che scaturiva dalla sua missione, egli soleva ripetere ai fedeli: “Io sono lo specchio nel quale dovete ammirarvi!”.
Ringraziamo il Signore che ci dona lungo il nostro percorso terreno luminosi esempi di santità. Non mettiamoli in bacheca, quasi fossero trofei di vittorie passate di cui solo vantarci! A noi il compito di continuare questa catena di santità affinché, toccati dalla grazia divina, sappiamo riportare gli uomini a Dio e Dio agli uomini. Perciò affidiamo all'efficace intercessione del Venerabile mons. Raffaele Dimiccoli la preghiera per la santificazione dei nostri sacerdoti perché "ai fedeli non manchi mai la sollecitudine dei pastori e ai pastori la docilità dei fedeli".
È stata questa la motivazione per cui l’amato pastore della nostra Diocesi, mons. Giovan Battista Pichierri, ha fortemente voluto che il 30 luglio, in San Filippo Neri, si facesse memoria di questo impareggiabile Sacerdote, gloria e vanto della nostra Chiesa Particolare, nella Concelebrazione Eucaristica, durante la quale ha esortato i
numerosissimi fedeli presenti a invocare l’intercessione del Venerabile affinché, un segno dall’Alto, “un mirum” affretti la sua beatificazione.
Mons. Sabino Amedeo Lattanzio
Postulatore Diocesano



tratto da: www.dioeifratelli.it

domenica 3 luglio 2011

MESSAGGIO DI S. E. REV.MA MONS. PICHIERRI IN OCCASIONE DEL DECRETO DI VENERABILITA' DI MONS. ANGELO RAFFAELE DIMICCOLI.

"L'Osservatore Romano" del 27-28 giugno 2011, a pag. 7, ha annunciato che il Papa, nell'udienza del 27 giugno 2011 con il Card. Angelo Amato, ha autorizzato la pubblicazione del decreto che sancisce le virtù eroiche del Servo di Dio Mons. Raffaele Dimiccoli. Per l'occasione S.E. Mons. Giovan Battista Pichierri, Arcivescovo di Trani-Barletta-Bisceglie, ha inviato alla comunità ecclesiale diocesana il seguente messaggio:

Lo scorso 27 giugno 2011, il Santo Padre Benedetto XVI ha riconosciuto che il Servo di Dio mons. Raffaele Dimiccoli di Barletta ha vissuto "eroicamente" tutte le virtù e, quindi, lo ha dichiarato Venerabile. Per questo la nostra comunità diocesana di Trani – Barletta- Bisceglie gioisce ed esulta. Ma la nostra gioia è ancora più grande perché, sono trascorsi neanche tre mesi da quando un' altra nostra condiocesana è stata proclamata Venerabile: la barlettana Suor Maria Chiara Damato.

Don Raffaele, nato a Barletta nel 1887 e ordinato sacerdote cento anni fa il 30 luglio 1911, spese la maggior parte delle energie e dei suoi beni materiali per la formazione dei piccoli e dei giovani, a favore dei quali fondò nella sua città natale il "Nuovo Oratorio San Filippo Neri", vivaio di vocazioni sacerdotali (tra cui il servo di Dio don Ruggero Caputo) e religiose e di una moltitudine di laici, fermento di vita cristiana nella società. Per la sua carità senza limiti è da tutti conosciuto come " Padre dei poveri e dei sofferenti". Il Servo di Dio godeva della fama di santità già in vita. San Pio da Pietrelcina, a più barlettani in visita a san Giovanni Rotondo, alludendo a don Dimiccoli, rivolgeva il rimprovero: "Perché venite a me se a Barletta avete un santo?".

Carissimi, mentre ci prepariamo a celebrare questo grande evento di grazia il 30 luglio prossimo, presso la parrocchia di San Filippo Neri, in coincidenza con i 100 anni dall' ordinazione sacerdotale dello stesso mons. Raffaele Dimiccoli, vi esorto a guardare a questo meraviglioso frutto di santità germogliato nella nostra terra benedetta, per seguirne le orme, e ad invocare, per i suoi meriti, da Dio il "miracolo".

TRATTOO DA:  www.barlettalife.it/.../monsignor-dimiccoli-diventa-ufficialmente-venerabil...

Monsignor Dimiccoli Diventa Venerabile il «prete dei poveri»




BARLETTA - Monsignor Raffaele Dimiccoli, il prete dei poveri, per tutti il «Direttore» per santa romana chiesa è venerabile. L’annuncio lo ha dato Papa Benedetto XVI, nell’udienza del 27 giugno con il cardinale Angelo Amato, che ha autorizzato la pubblicazione del decreto che sancisce le virtù eroiche del Servo di Dio Mons. Raffaele Dimiccoli.

Tutta la chiesa diocesana è in festa e mons. Giovan Battista Pichierri, arcivescovo di Trani-Barletta-Bisceglie e Nazareth, ha inviato alla comunità ecclesiale diocesana un messaggio nel quale fa sapere che «la nostra comunità diocesana gioisce ed esulta. Ma la nostra gioia è ancora più grande perché, sono trascorsi neanche tre mesi da quando un' altra nostra condiocesana è stata proclamata Venerabile: la barlettana Suor Maria Chiara Damato».

Don Raffaele, nato a Barletta nel 1887 e ordinato sacerdote cento anni fa il 30 luglio 1911, spese la maggior parte delle energie e dei suoi beni materiali per la formazione dei piccoli e dei giovani, a favore dei quali fondò nella sua città natale il "Nuovo Oratorio San Filippo Neri", vivaio di vocazioni sacerdotali (tra cui il servo di Dio don Ruggero Caputo) e religiose e di una moltitudine di laici, fermento di vita cristiana nella società. Per la sua carità senza limiti è da tutti conosciuto come “ Padre dei poveri e dei sofferenti”.
Il Servo di Dio godeva della fama di santità già in vita. San Pio da Pietrelcina, a più barlettani in visita a san Giovanni Rotondo, alludendo a don Dimiccoli, rivolgeva il rimprovero: "Perché venite a me se a Barletta avete un santo?".

L’evento sarà festeggiato il 30 luglio prossimo, presso la parrocchia di San Filippo Neri, in coincidenza con i 100 anni dall’ ordinazione sacerdotale dello stesso mons. Raffaele Dimiccoli.
   
tratto da: www.lagazzettadelmezzogiorno.it/notizia.php?...11

               

sabato 28 maggio 2011

Ultimo “placet” per mons. Dimiccoli in vista della “Venerabilità”

n. 2 Aprile-Giugno 2011 - Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie


Periodico trimestrale d'informazione sulle Cause di Canonizzazione del Servo di Dio sac. Raffaele Dimiccoli e del Servo di Dio sac. Ruggero Caputo


Ultimo “placet” per mons. Dimiccoli
in vista della “Venerabilità”

Lo scorso 17 maggio si è riunita in Vaticano la tanto attesa Sessione Ordinaria dei Cardinali e dei Vescovi, membri della Congregazione delle Cause dei Santi, per esaminare la “Positio” della Causa di Beatificazione e Canonizzazione del servo di Dio mons. Angelo Raffaele Dimiccoli.
L’esito della discussione e votazione è stato positivo, essendosi i Prelati, all’unanimità, espressi favorevolmente sulla santità e l’eroicità delle virtù del nostro Servo di Dio. Si tratta dell’ultimo “placet”, a cui farà seguito quello del Santo Padre che, quanto prima, lo proclamerà “Venerabile”.
Questo pronunciamento autorevole ci conferma nella fama di santità di mons. Dimiccoli, già diffusa quand’era in vita e continuata nel tempo, tanto da spingere le Autorità competenti diocesane a dare inizio alla Causa di Beatificazione e Canonizzazione.
La prima Sessione fu presieduta il 1° maggio 1996 dall’allora vicario generale della Diocesi, mons. Michele Seccia (attualmente Vescovo di Teramo-Atri), in quanto l’arcivescovo pro-tempore, S.E. mons. Carmelo Cassati, non potè presenziare a causa dell’improvvisa morte della sorella, Suora di Carità dell'Immacolata Concezione d'Ivrea.
Ora, ad appena quindici anni trascorsi da quell'evento straordinario, tale Causa ha fatto un importante passo in avanti, proprio alla vigilia delle celebrazioni dei cento anni dell'ordinazione sacerdotale del nostro impareggiabile Servo di Dio (1911 - 30 luglio - 2011).

"Come il Padre ha mandato me, così io mando voi" (Gv 20,21), ha detto Gesù ai Dodici. E i Dodici, con l’imposizione delle mani, hanno inviato altri; così la “missione” di Cristo, sommo ed eterno sacerdote, si prolunga nella storia, senza nulla perdere della sua densità. La persona del presbiteroè, quindi, un “segno sacramentale”, rendendo visibile la sua Presenza invisibile.
Di questa dignità e responsabilità ne era altamente cosciente il servo di Dio mons. Dimiccoli. Soprattutto nei momenti culminanti, come quando spezzava il pane, egli sentiva la presenza dello stesso Gesù che lo spezzava con le Sue mani “sante e venerabili”.
Così quando assolveva dai peccati, sentiva la potenza di Cristo che si stava servendo di lui come strumento per infondere, quale Capo, la vita nelle membra.
A partire dall’Eucaristia, il ministero ordinato di don Raffaele appariva veramente sacerdozio ministeriale, caratterizzato dalla vocazione al servizio e al dono di sè, fino alla fine, in cui attualizzò la carità stessa di Gesù buon pastore, che dona la vita per le sue pecorelle, e buon samaritano che si curva sull’umanità ferita e sofferente, facendosene carico.
Ecco che, nell’alveo della santità, si innesta l’eredità caritativa di questo santo sacerdote dei nostri tempi, che ha speso la vita interamente al servizio dei fratelli, a partire dai bambini, fino a giungere agli ammalati e agli anziani, soprattutto i più poveri e i più emarginati, soccorrendoli nei loro bisogni primari e più urgenti, dal settore educativo alla catechesi e al campo assistenziale. E tutto questo, trascurando la sua persona e il suo tempo e privandosi perfino dei suoi beni di famiglia.
Per la stima che godeva da parte dei Superiori poteva fare carriera. Ma anche a questo rinunciò, privilegiando i quartieri più poveri e malfamati della città che, grazie al suo diuturno lavoro, divennero “giardini fioriti di virtù umane e cristiane”.
Egli non visse il sacerdozio come un potere o un privilegio, ma come un servizio; non come un onore ma come un onere.
Era profondamente convinto che chi ha responsabilità, proprio per questo deve servire di più e servire là dove c’è bisogno… proprio come ha fatto Gesù!

Mons. Sabino Amedeo Lattanzio
Postulatore Diocesano
Sito a cura della Commissione Cultura e Comunicazioni Sociali dell'Arcidiocesi.
© 2003 - Editrice Rotas - Tutti i diritti sono riservati.

domenica 10 aprile 2011

Pubblicato il volume della “Relatio et Vota” sulle virtù eroiche del servo di Dio mons. Dimiccoli Viviamo in una società in cui corriamo continuament


Pubblicato il volume della “Relatio et Vota”
sulle virtù eroiche del servo di Dio mons. Dimiccoli

Viviamo in una società in cui corriamo continuamente, dicendo di “aver sempre da fare”; eppure, mai come oggi si perde tanto tempo per cose futili. Pensiamo solo alle innumerevoli chiacchiere (chat!) informatiche o televisive, o alle intere nottate trascorse “in compagnia” o “per sballo”, che non ci aiutano a crescere, anzi, contribuiscono ad aumentare il vuoto e le frustrazioni dentro di noi. Il più delle volte si ha paura di restare soli, per non guardarsi dentro. I santi, invece, ci insegnano che se è vero che l’impatto col deserto fa paura, subito dopo scopri dentro di te Colui che “è più intimo a te stesso”, che riempie la tua vita, cambiandola.
Non è un caso che il nostro Santo Padre Benedetto XVI, fin dall’inizio del suo pontificato, ogni mercoledì, durante l’Udienza Generale rivolta ai fedeli provenienti da tutto il mondo, ha fatto la scelta di presentarci la vita dei santi “parola attualizzata di Dio”.
Con tale scelta egli - grande intellettuale! - ci sta dicendo che ciò che conta non sono “le parole che ci sbattiamo o ci sbattono addosso” ma la feconda testimonianza di esistenze nutrite dall’ascolto silenzioso e orante della parola di Dio. In tal modo i Santi diventano i nostri veri teologi e maestri di vita.
Uno scrittore austriaco affermava: “Un commento al Vangelo non bisogna scriverlo ma viverlo. E ci sono molti più commenti viventi al Vangelo di quanto possa sembrare”. Don Raffaele Dimiccoli è uno di questi commenti altamente qualificati, poiché nel corso della sua esistenza terrena si è lasciato pervadere dalla Sapienza Eterna, vivendo un rapporto intimo, vivo, quasi sensibile con Dio. Sono in molti che, accostandosi a lui o fissandolo mentre pregava, si convincevano che quel sacerdote parlasse direttamente con Dio o addirittura Lo vedesse - tanto il suo volto era trasfigurato e luminoso - e ne venivano contagiati.

Tutto ciò lo hanno colto perfino i nove Consultori Teologi chiamati in causa dalla Congregazione delle Cause dei Santi nell’esaminare e nel dare un giudizio circa l’eroicità delle virtù del nostro Servo di Dio. Così si esprime il Consultore Teologo nel voto V: “Egli [don Dimiccoli] si presenta come un modello di prete e di guida spirituale totalmente dedito al prossimo nel suo ministero, intimamente unito a Dio, fedele servitore della Chiesa, fulgido esempio di abnegazione e umiltà”. Ancora più incisivo è il Consultore Teologo che ha espresso il voto VII, il quale, tra l’altro, afferma: “Sinceramente, leggendo la Positio del Servo di Dio, mi sono fatto la convinzione motivata di avere davanti a me ‘un grande santo’: non perché pesava 130 kg [in età giovanile], ma perché dimostra di possedere un corredo completo ed eminente delle virtù cristiane; e questo lo dico senza ‘se e ma’. Sono tante le persone che hanno attestato e fondato in modo convergente questa mia convinzione”.
Ora questi voti positivi dei Consultori sono confluiti in un corposo volume “Relatio et Vota…”, di recente dato alle stampe dalla Tipografia Nova Res di Roma. Tale volume, unitamente alla precendente “Positio super virtutibus et fama sanctitatis” di mons. Dimiccoli, quanto prima, saranno oggetto di esame per la discussione dell’Ordinaria dei Cardinali e dei Vescovi che a loro volta esprimeranno un ulteriore giudizio in merito, prima di passare a quello definitivo del Papa, il quale autorizzerà il Dicastero Vaticano alla promulgazione del decreto circa le virtù eroiche esercitate da mons. Raffaele Dimiccoli, che così potrà essere dichiarato “Venerabile”. È auspicabile che ciò avvenga prima del prossimo 30 luglio, data centenaria di ordinazione sacerdotale del nostro impareggiabile Servo di Dio.

Mons. Sabino A. Lattanzio
Postulatore Diocesano


immagine e testo tratti da:
www.dioeifratelli.it

domenica 28 novembre 2010

il «direttore» amato dai poveri
GIUSEPPE DIMICCOLI
lB A R L E T TA . La arcidiocesi di
Trani, Barletta, Bisceglie e Nazareth
ha festeggiato il 120° anniversario
della nascita del servo
di Dio mons. Angelo Raffaele Dimiccoli.
Lo scorso venerdì 12 ottobre
nella parrocchia di San Filippo
Neri a Barletta si è celebrata una
santa Messa solenne per la ricorrenza
preceduta da un triduo
in cui hanno preso parte l’arci -
vescovo, mons. Giovan Battista
Pichierri, il parroco di San Filippo
Neri, padre Vittorio Graziani
e il cappellano dell’Ospe -
dale “Mons. Dimiccoli”, don
Francesco Todisco e don Sabino
Lattanzio, prevosto di San Giacomo.
«Tra le tante sue opere che fanno
di don Raffaele Dimiccoli il
grande benefattore della città di
Barletta, non può essere taciuta
la donazione del suo palazzo di
famiglia all’Ospedale Civile di
Barletta, segno del grande amore
che il Servo di Dio portava per i
sofferenti e gli ammalati» ha
scritto don Sabino Lattanzio, postulatore
delle cause diocesane
di beatificazione.
«Quando ho analizzato i documenti
ufficiali ed ho ascoltato i
testimoni diretti, durante la fase
processuale diocesana, sono stato
attratto dalla sua grande carità
a favore soprattutto dei sofferenti
e dei poveri - continua don
Sabino -. Possiamo bene affermare
che «il direttore», come amavano
chiamarlo i suoi figli spirituali,
per Barletta è stato la
«Madre Teresa di Calcutta» facendo
sue le sofferenze di coloro
che non avevano voce. Per questo
motivo tutta la città di Barletta
ha voluto eternizzare il suo nome
dedicandogli il nuovo ospedale
civile. Sono certo che la sua protezione
aleggia su tutti coloro che
si recano in quel luogo di sofferenza
e lo invocano con fede».
Mons. Angelo Raffaele Dimiccoli
nacque a Barletta il 12 ottobre
1887 e fu battezzato il 22
ottobre nella parrocchia di San
Giacomo Maggiore dove in seguito
ricevette la formazione catechistica
e maturò la vocazione
sacerdotale. Oltre all’ambiente
familiare, il suo saldo punto di
riferimento fu la parrocchia, specie
l’oratorio San Filippo Neri
fondato e diretto dal viceparroco
don Giuseppe M.ª Balestrucci,
uomo colto e di grande pietà, ricercato
direttore di spirito. Nel
clima gioioso dell’oratorio il piccolo
Raffaele trovò l’habitat educativo
più adatto per crescere armonicamente
con i suoi amici e,
come spesso si riscontra in altre
figure del tempo, tra i giochi preferiti
non mancò il dir Messa che
per lui ebbe valore di presagio
per il futuro. Don Raffaele il 7
ottobre 1898 entrò in seminario
presso la Scuola Apostolica dei
Signori della Missione di Ceccano
(Fr) per dare inizio agli studi
ginnasiali. Il 7 dicembre dello
stesso anno, fece la vestizione clericale.
Il 30 luglio 1911 fu ordinato
sacerdote dall’arcivescovo mons.
Francesco Paolo Carrano, nella
chiesa di San Giovanni in Trani.
Nel 1924 fondò in una zona periferica
e a rischio della città il
“Nuovo Oratorio San Filippo Neri
per la redenzione dell’inf anzia
abbandonata”.
Per chi volesse approfondire la
sua figura può leggere «Ti ho glorificato
sulla terra», biografia del
Servo di Dio mons. Raffaele Dimiccoli,

scritta da don Sabino Lattazio
TRATTO DA: www.comitatoprocanne.com/pdf/MonsDimiccoli1710BT08.pdf